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Keep Talking 2

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Finalmente possiamo tornare, con tutte le precauzioni necessarie, a godere dello spettacolo dal vivo. Assistere a un concerto del Primo Maggio “quasi normale” è stato come un miraggio, visto che fino a qualche settimana fa sembrava fantascientifico immaginare un luogo popolato da più di qualche congiunto.

Si ricominciano a programmare rassegne e festival, a sondare le disponibilità degli artisti a richiedere preventivi ai service. Si ricomincia a respirare, seppur con estrema prudenza, quell’adrenalina che noi, professionisti del settore, ci eravamo quasi dimenticati e che, banalmente, ritroviamo tornando finalmente a creare, progettare, pianificare, calendarizzare.

Chiaramente, queste prime riaperture non ci possono far dimenticare la situazione molto complessa riguardante la quasi assenza di tutela dei diritti dei lavoratori dello spettacolo, uno dei tanti bug del sistema italiano (ahimè, forse uno dei meno gravi) che la pandemia ha gettato bruscamente sul tavolo. Non può passare in sordina il fatto che il numero dei teatri che riapre è direttamente proporzionale al numero degli enti più umili e indipendenti che non se lo possono permettere.

Tuttavia, oggi voglio raccontare l’esperienza che ho vissuto con un teatro, perché penso sia importante promuovere quelle realtà non mainstream, che non appartengono alle grandi città e che, nonostante tutti i nonostante, hanno resistito interpretando e applicando il concetto di resilienza.

Sto parlando del Teatro dell’Unione di Viterbo, un piccolo grande gioiello delle iniziative culturali della Regione Lazio. Grazie al lavoro del Comune e dell’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (ATCL) ha saputo rinnovarsi e reinventarsi, cercando di non perdere mai il fuoco sul proprio obiettivo: offrire al pubblico dei contenuti artistici di qualità. Vi assicuro che non è così scontato per una realtà che non sia di Roma, Milano, Napoli ecc.

In questo periodo il teatro sta organizzando la stagione estiva; tuttavia, per ingannare l’attesa, a partire dal 9 maggio, per quattro domeniche ospiterà degli spettacoli in diretta streaming. Tre di questi spettacoli li abbiamo organizzati insieme e sono rimasto piacevolmente stupito del coraggio del Comune di Viterbo e di ATCL di investire in un’iniziativa ambiziosa come quella che ho proposto insieme all mia organizzazione Promu: tre concerti di musica classica, con il fine ultimo di mostrare alcuni degli aspetti più affascinanti del genere non solo ad un pubblico di “abbonati” ed esperti, tentando di incuriosire gli outsiders, attraverso una comunicazione e un’immagine, per così dire, non accademica.

Ad inaugurare la rassegna, il quintetto La Junta Escondida, che condurrà il pubblico in un viaggio alla scoperta della storia del tango, eseguendo le musiche di uno dei suoi maggiori esponenti: Astor Piazzola.

Si proseguirà con l’ensemble che ha fatto la storia della musica contemporanea in Italia e nel mondo: Sentieri Selvaggi, diretti dal Maestro Carlo Boccadoro, che per l’occasione eseguiranno le musiche del compositore Emanuele De Raymondi, in un dialogo tra strumenti acustici e musica elettronica.

A concludere, due Maestri con la “M” più che maiuscola: Gabriele Geminiani, primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia e dell’Orchestra Mozart, con il pianista di fama internazionale Monaldo Braconi, che eseguiranno musiche di D. Shostakovich e S. Prokofiev.

A prescindere da questa mia personale esperienza, percepisco una gran voglia di ripartire. Anzi, più che una voglia, è una necessità! Per mantenerci vivi con la mente creativa e per ricominciare a creare un’economia che dia la possibilità anche alle realtà più sfortunate di rialzarsi e rimettersi in gioco.